Documenti › Torino, Archivio di Stato
Permuta. Milano, 999 Giugno 22
Arnulfo, arcivescovo di Milano, commendatario della pieve di S. Pietro di Brebbia, cede a Lanfredo abate del monastero di san Salvatore <poi di san Graciniano> di Arona, presso il lago Maggiore, una serie di beni ubicati in Ossola, pertinenti alla detta pieve e sottoposti all'arcivescovo di Milano, ricevendo in cambio beni di proprietà del detto monastero siti nel territorio di Brebbia e Gallarate. Tra i beni ottenuti dal monastero di Arona si annoverano quattro alpicelle e quattro stallaree ubicate in valle Anzasca: le prime, dell'estensione di 600 iugeri, dette rispettivamente "Vacarecia", Garda, Macugnaga e "Rovi"; le seconde, di 400 iugeri, denominate Pedriola, Rosareccio, Caspisana e Quarazzola. [Ester Bucchi De Giuli]
Affitto. Arona, 1208 Giugno 26
Ariberto, abate del monastero di S. Graciniano di Arona - con il consenso di Ruggero "Perorus", Guglielmo "de Besutius" e Ottone detto "de Arona", monaci dello stesso monastero, nonchè di Goffredo detto "de Yvorio", advocatus della medesima chiesa - investe per vent'anni Onrico "de Strexia" della propria porzione dei due alpi Mondelli <denominato Dogma> e Macugnaga, nonchè di Monte Cervario, con tutte le relative pertinenze. Si stabilisce un fitto annuo di quattro soldi imperiali da corrispondere all'abate stesso o ad un suo messo in occasione della festa di S. Martino. In caso di inadempienza, l'investito dovrà risarcire al monastero i canoni in sospeso, rinunciare anzitempo ai detti alpi, annullando il contratto di investitura attraverso la restituzione della presente carta o la stipula di un contratto di rinuncia. Viene posto come fideiussore Alcherio "de Bernago". [Ester Bucchi De Giuli]
Procura. Isola di S. Giulio, 1228 Agosto 25
Giacomo "Torniellus", preposito della chiesa di S. Giulio <d'Orta>, e "Magister" Insulano, Pietro "Porca", "Magister" Pietro "de Monticello", Manfredo "de Crusinallo", Galvagno "de Boca" e Lanfranco "de Momo", canonici della detta chiesa, a nome del Capitolo nominano proprio procuratore Omedario "Dens" di Monticello, abitante sull'isola <di S. Giulio d'Orta>, nella controversia con il Conte Gozo di Biandrate circa la proprietà di una porzione dell'alpe Rimella denominata "Garbel", rivendicata dalla detta chiesa di S. Giulio. [Ester Bucchi De Giuli]
Convocazione. Vercelli, 1228 Agosto 13
Nella causa che vede contrapposti Giacomo, preposito e rappresentante della chiesa di S. Giulio <d'Orta>, e il Conte Gozio di Biandrate circa una porzione dell'alpe Rimella detta "Garbel", tenuta dal detto Conte e rivendicata dall'anzidetto preposito, Giovanni de Castello, canonico della chiesa di Vercelli e delegato del Cardinale Goffredo, rappresentante della S. Sede, stabilisce che Martinacio Decumano - nominato procuratore del detto Gozio in un documento redatto dal notaio Caldera l'11 agosto 1228 - e il detto preposito di S. Giulio si presentino a lui entro quindici giorni per dirimere la controversia. [Ester Bucchi De Giuli]
Sentenza. Vercelli, 1229 Giugno 12
Giovanni de Castello - nominato giudice dal delegato della sede apostolica Cardinale Goffredo per dirimere la controversia tra il preposito della chiesa di S. Giulio d'Orta e il Conte Gozo di Biandrate circa la proprietà di una porzione dell'alpe Rimella denominata "Gardel", tenuta dal detto conte e rivendicata dall'anzidetta chiesa di S. Giulio - pronuncia sentenza a favore della chiesa di S. Giulio <d'Orta>. [Ester Bucchi De Giuli]
Affitto. Arona, 1256 Agosto 1
Corrado, abate del monastero <di S. Graciniano> di Arona, investe per cinque anni Guidoto Visconti di Invorio degli alpi Mondelli, Macugnaga, Garda, Monte Cravario <Cicerwald> e dell'alpe detto "Beniem", ubicati nel territorio della valle Anzasca, con tutti i relativi diritti, al fitto annuo di cinque soldi imperiali e un formaggio. [Ester Bucchi De Giuli]
Affitto. Isola di san Giulio, 1256 Novembre 11
Il Capitolo di san Giulio d'Orta e il suo Preposito Pietro "de Monticello" investono dodici famiglie di coloni provenienti dalle valli di Visp e Saas, uniti in società, degli alpi di Rimella e Rondo, che verranno ripartiti in dodici quote; l'investitura era già stata concessa a suo tempo, il 27 agosto 1255, a Giovanni "de Terminiano", Ancelmo "de Monte" e Guglielmo "de Balma", ai quali resta riservato l'uso del mulino da loro stessi edificato. I coloni beneficiari dell'investitura, che si impegnano a rispettare le clausole stabilite nel precedente atto di investitura del 1255, giurano fedeltà al preposito di san Giulio. [Ester Bucchi de Giuli]
Petizione. Omegna, 1260 Settembre 23
Alla presenza dei testimoni Ugo "Scrape" di Novara, Isolano "de Fomia" di Omegna, Rota "Tabaxio" e Fomiano dell'isola <di S. Giulio d'Orta>, "Magister" Pietro, preposito della chiesa di S. Giulio <d'Orta>, il quale agisce a nome proprio e del Capitolo, richiama Guidoto console di Omegna a causa degli animali rubati negli alpi Rimella e Monterotondo, di pertinenza della chiesa di S. Giulio. [Ester Bucchi De Giuli]
Affitto ereditario. Isola di san Giulio, 1270 Luglio 25
I presbiteri Ottobono, Bono, Brecedano, e i signori Onrico "de Gatego", Zilio "de Bizozolo", Magio "de Angugnato", i quali agiscono a nome proprio e del capitolo della chiesa di san Giulio d'Orta, investono per quindici anni Zano del fu Pietro "de Termignano" <Visper Terminen>, Pietro del fu Gualterio "de Balmis de Valle Soxe", Anrico, suo fratello, e Gualterio del fu Ferrari, tutti abitanti a Rimella - i quali agiscono a nome proprio e di altri abitanti di Rimella - dell'alpe detta Rimella e di due parti dell'alpe San Gottardo <detto "Rotondo">, di proprietà dell'anzidetta chiesa, al fitto annuo di nove lire imperiali da corrispondere a san Martino. Gli investiti si impegnano inoltre a corrispondere al detto capitolo la decima sui raccolti e sugli animali - agnelli, maiali e capretti - che nasceranno sul territorio concesso in investitura. [Ester Bucchi De Giuli]
Affitto. Arona, 1272 Agosto 31
L’abate del monastero di San Graciniano di Arona affitta a Raynero "de Uriva" gli alpi Compesono, Pellino e Pellinaccio in valle Strona per quindici lire e dieci soldi, due serazzi di formaggio e tutto il latte di un giorno. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1292 Gennaio 15
L’abate del monastero di San Graciniano di Arona affitta a Giacomino fu Martino di Agrano gli alpi Competono, Pennino e Penninaccio in valle Strona per nove lire imperiali e venti libbre di formaggio a San Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1299 Gennaio 12
Guglielmo "della Marola", abate del monastero di san Graciniano di Arona, concede ad Aimerico "Alzato" gli alpi Compaiono, Pellino e Pellinaccio sino alla festa di san Martino per il fitto di sette lire imperiali e sessanta libbre di formaggio. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto ereditario. Rimella, 1314 Giugno 16
I consoli, i credenzieri e i vicini della comunità di Rimella, convocati sulla piazza di Rimella, nominano Zanino di Vogna e Michele del fu Maestro di Rimella loro procuratori per ricevere dal capitolo di san Giulio il rinnovo dell'investitura in affitto ereditario dell'alpe Rimella. [Prof. Enrico Rizzi]
Vendita. Contey, 1320 Febbraio 4
Giovanni de la Tour Châtillon vende a Guglielmo di Châtillon, con il consenso del conte di Savoia, molti beni e uomini nella parrocchia di Ollon <compresi i coloni di Joria>. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1326 Aprile 9
Riccardo, abate del monastero di San Graciniano di Arona, investe Odonino figlio di Aymerigo "de Cruxinallo" degli alpi Copasono, Pellino e Pellinaccio in valle Strona, per anni nove, con il fitto annuo di tre fiorini d’oro e un mascarpino di otto libbre. [Prof. Enrico Rizzi]
Nomina. Rimella, 1326 Gennaio 30
I consoli, i credenzieri e i vicini della comunità di Rimella, convocati sulla piazza della “Villa” di Rimella, nominano Roberto del fu Zanino di Vogna loro procuratore per ricevere dal capitolo di san Giulio l'investitura dell'affitto ereditario di Rimella. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1329 Gennaio 29
Riccardo "de Aliate", abate del monastero <di san Graciniano> di Arona, investe a titolo di locazione per nove anni Clerico "de Vetio" del fu Tommaso "de Vetio" e Tommasino "de Vetio" del fu Martino "de Vetio" per tre porzioni, e Petracino "de Vetio" del fu Ardizzolo per la restante quarta porzione, complessivamente della quarta parte "pro indiviso" degli alpi Mondelli, Garda e Macugnaga, siti <in Valle Anzasca> in Val d'Ossola, al fitto annuo di un fiorino d'oro da corrispondere presso il detto monastero di Arona il giorno di san Martino. [Ester Bucchi De Giuli]
Quietanza. Arona, 1331 Gennaio 22
Riccardo, abate del monastero <di san Graciniano> di Arona, dichiara di aver ricevuto da Stefano del fu Tommaso "de Grallia" e dai fratelli Antonio e Franzino del fu Rubino - i quali agiscono a nome proprio e di Clerico "de Vetio", Perracino e Tommaso "de Grallia" - due fiorini d'oro corrispondenti al fitto relativo all'alpe Mondelli <denominato Dogma> per gli anni 1329-1330. [Ester Bucchi De Giuli]
Intimazione. luogo non identificato, 1333 Dicembre 16
Il podestà della Valsesia, su istanza del capitolo di san Giulio, stabilisce che Alberto del fu Zanolo debba pagare al detto capitolo il fitto relativo alla parte dell'alpe San Gottardo <"Rotondo"> a lui concessa a titolo di affitto ereditario. [Prof. Enrico Rizzi]
Intimazione. luogo non identificato, 1333 Dicembre 16
Il podestà della Valsesia, su istanza del capitolo di san Giulio, intima ad Alberto del fu Zanolo di rispettare le proprietà di Rimella. [Prof. Enrico Rizzi]
Procura. luogo non identificato, 1335 Dicembre 10
Pietro del fu Guglielmo "Gonegloli" è delegato a ricevere dal capitolo di san Giulio l'investitura dell'alpe Rimella. [Prof. Enrico Rizzi]
Nomina di arbitri. Arona, 1338 Luglio 14
Bernardino di Agrate, abate del monastero di San Graciniano di Arona, da una parte, e Aymerico del fu Darixio di Crusinallo e Tomaso del fu Aycardo "de Varexui", dall’altra, rimettono all’arbitrato di Enrico "de Olivello" preposito dell’Isola di San Giulio, di Golzano cappellano dell’Isola e di Fiorino "de Vegiis" vicario di Omegna e Pieve, la soluzione delle controversie sorte tra di loro per il possesso degli alpi Copasono, Pellino e Pellinaccio in valle Strona. [Prof. Enrico Rizzi]
Quietanza. Arona, 1342 Dicembre 23
Guido "de Sancto Barrocero", monaco e procuratore del monastero di S. Graciniano di Arona, dichiara di aver ricevuto da Scallasino del fu Guglielmo "de Rosso" di Fobello, abitante a Vanzone in valle Anzasca, il quale agisce in qualità di procuratore di Zanetto "de Mondatiis" di Mondelli del fu Petrinolo "de Mondatiis" - come attestato da una carta di procura redatta dal notaio Romerio "Cagna" il 19 dicembre <1342> - 4 quintali di formaggio e 4 mascarpini di 10 libbre ciascuno quale somma dei fitti annuali relativi agli ultimi quattro anni per gli alpi posseduti dal detto monastero in Valle Anzasca, Macugnaga e "Mullera Intus" e assegnati in investitura all'anzidetto Zannino. [Ester Bucchi De Giuli]
Affitto. Arona, 1352 Giugno 12
Federigo "de Terzago" , abate del monastero di san Graciniano di Arona, a nome proprio e dei monaci del capitolo, investe per nove anni a titolo di locatione "seu ad masseritium" il notaio Perracino del fu Ardiciolo "de Gralia" della quarta parte "pro indiviso" degli alpi Macugnaga, Garda e Mondelli siti in valle Anzasca - in Ossola - per il canone annuo di tre lire imperiali da corrispondere a San Martino presso il detto monastero. [Ester Bucchi De Giuli]
Procura. luogo non identificato, 1356 Novembre 1
Giovannino di Prati è delegato a ricevere dal capitolo di san Giulio l'investitura dell'alpe Rimella e San Gottardo <"Rotondo">. [Prof. Enrico Rizzi]
Quietanza. Isola di san Giulio, 1394 Novembre 22
Due canonici, procuratori del capitolo di san Giulio, dichiarano di aver ricevuto dal console della comunità di Rimella l'affitto annuo dell'alpe Rimella. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1401 Marzo 15
Giacomo, abate del monastero di san Graciniano di Arona, concede a Gerardo di Ottobono della valle Anzasca l’alpe Mondelli al fitto annuo di sei fiorini e un mascarpino da corrispondere a san Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Giuramento di fedeltà. Formazza, 1411 Giugno 24
La comunità degli uomini di val Formazza e di Foppiano, riunita in “credenza” e consiglio generale sotto il portico della chiesa di san Bernardo, con l'intervento di novantanove capi-famiglia, presta giuramento di fedeltà al conte Amedeo di Savoia. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1432 Ottobre 14
Gozino "de Balbis", abate del monastero di San Graciniano di Arona, concede in affitto per nove anni a Milano detto "Nigro" del fu Antoniolo della Rocca, abitante in Valsesia, gli alpi di Rimella, Capezzone, Pennino e Penninello, al canone annuo di ventidue lire imperiali e dodici libbre di mascarpino da corrispondere a san Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Arona, 1442 Giugno 1
Gozino "de Balbis", abate del monastero di San Graciniano di Arona, concede a Milano "del Nigro" gli alpi di Rimella, Coposoni, Pennino e Penninello, in affitto per nove anni per il fitto annuo di diciannove lire imperiali e dodici libbre di mascarpino da corrisponere a san Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto ereditario. Arona, 1448 Novembre 21
Gozino "de Balbis", abate del monastero di san Graciniano di Arona, con il consenso del prete Matteo preposito di San Pietro di Borgosesia, commissario delegato dal Papa Nicolao IV, concede ad Anzelino del fu Giovanni "Bagozzo" di Rimella, sindaco e procuratore dell’università degli uomini di Rimella, la metà pro-indiviso degli alpi Capezzone, Pennino e Penninello a titolo di affitto ereditario perpetuo o fitto livellario enfiteutico per il canone annuo di dodici lire imperiali da corrispondere a san Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Procura. Arona, 1448 Novembre 12
Gozino "de Balbis", abate del monastero di san Graciniano di Arona, nomina Giacomo "de Benia" procuratore del monastero per la rinuncia ad una investitura livellaria concessa ad Anzelino e ai suoi soci di Rimella e relativa agli immobili, pascoli e alpi che il monastero possiede nel luogo di Rimella. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto. Orta San Giulio, 1451 Ottobre 27
Socino, abate del monastero di san Graciniano di Arona, investe per un anno Domenico e Antonio "de Mondellis" dell’alpe Mondelli <ubi dicitur in Doma>, per il canone di dodici lire imperiali. [Prof. Enrico Rizzi]