Documenti › Novara, Archivio Storico Diocesano
Affitto. Orta San Giulio, 1413 Maggio 3
Pietro de Giorgi, vescovo di Novara, concede a Martinolo Zenda della Rocca, anche a nome di Lorenzo Gasparoli di Agnona, gli alpi Rima, Auria, Alzarella, Ragozio e Castello, in affitto per otto anni per il canone annuo di ventiquattro lire imperiali e ventiquattro libbre di formaggio per Rima, dodici lire e sedici di formaggio per Alzarella, trenta e trenta per Auria, nove e ventiquattro per Ragozio, tre lire per Castello. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto ereditario. Isola di San Giulio, 1419 Marzo 9
Pietro De Giorgi, vescovo di Novara, concede in affitto ereditario gli alpi Rima, Egua, Costa, Scarpia e Ragozio a Martinolo Zenda di Rocca, a nome di Durio del fu Giovanni di Rima, Jacopo Milani "Petarelli" e Giovanni "Manete" del fu Johanoli "Boghi de Valle Egua", per il canone d’affitto di trentasei lire imperiali a san Martino per l’alpe Rima, trentotto per Egua e Costa, trenta per Scarpia, dodici per Ragozio. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto ereditario. Isola di San Giulio, 1420 Luglio 31
Franceschino di Cimiliano, procuratore del vescovo di Novara, concede in affitto ereditario a Martinolo del fu Giovanni "Zenda" di Rocca e Giorgio del fu Pietro "Podogno" gli alpi di Auria, Alzarella, Castello e Ragozio per il canone annuo di dodici lire imperiali e quindici soldi da corrispondere a San Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Processo informativo. Orta San Giulio, 1420 Luglio 29
Processo informativo condotto da Franceschino "de Cimiliano", procuratore di Pietro de Giorgi vescovo di Novara e conte, alla presenza del venerando sacerdote Antonio "de Rapelli" preposito di Borgosesia per riconoscere tutti i fondi di proprietà della mensa vescovile e livellati. Contiene la descrizione degli alpi, con le rispettive coerenze, e la relativa rendita. I testimoni interrogati […] hanno dichiarato di conoscere tutti i fondi e che "se si dessero a livello se ne potrebbe ricavare un maggiore lucro". [Prof. Enrico Rizzi]
Compromesso. Varallo Sesia, 1423 Agosto 12
Giorgio di Pogno, Giacomo Petarelli di Ragozio e Giovanni Maneta della valle d’Egua, affittuari degli alpi Rima, Scarpia, Egua, Costa e Ragozio, concludono compromesso con la comunità di valle Sermenza per la nomina di due arbitri con autorità di esaminare e risolvere ogni vertenza che potesse insorgere tra le parti “maxime occasione certarum alpium in dicta valle existentes”, dei quali Giorgio e i suoi soci sono stati investiti in perpetuo dal Vescovo di Novara. [Prof. Enrico Rizzi]
Convenzione. luogo non identificato, 1425 Ottobre 16
I conduttori degli alpi Rima, Egua, Costa, Scarpia, Ragozio e Castello sciolgono l’impegno di condurre solidalmente la concessione degli alpi del Vescovo di Novara. [Prof. Enrico Rizzi]
Fondazione della Parrocchia. Pedelegno, 1475 Maggio 12
Settantotto capi-famiglia di Pè d'Otro, Otro, Riale, Dosso, Pedelegno, Goreto, Merletti, Pedemonte, Ronco, Montella, "Orei Alaniae”, vengono convocati nella chiesa di san Giovanni Battista di Pedelegno per costituire la dote del curato e ottenere la separazione dalla parrocchia di san Michele di Riva di Pietre Gemelle. [Prof. Enrico Rizzi]
Separazione di Parrocchia. Novara, 1482 Settembre 18
Transunto della separazione della parrocchia di Rimasco, con i casolari sparsi nelle valli di Rima e d’Egua, dalla parrocchia di Boccioleto. [Prof. Enrico Rizzi]
Privilegio. luogo non identificato, 1488 Dicembre 12
Gerolamo Marchese Pallavicino, vescovo di Novara, conferma ai consoli, al comune e agli abitanti di Macugnaga la facoltà di eleggere, secondo consuetudine, il curato della chiesa di Santa Maria di Macugnaga. [Ester Bucchi De Giuli]
Consacrazione di altare. Macugnaga, 1501 Agosto 16
Josto "de Albaxino", rettore della chiesa di S. Bartolomeo di Bannio Anzino e vicario in Ossola di Gerolamo Marchese Pallavicino, vescovo di Novara, concede al comune e agli uomini di Macugnaga, che ne hanno fatto richiesta, la facoltà di celebrare messe presso l'altare dedicato a San Teodoro, costruito dalla detta comunità di Macugnaga nella chiesa di Santa Maria, come voto per ottenere protezione dai pericoli, in particolare dalla grandine. Viene concessa inoltre un'indulgenza di quaranta giorni a quanti visiteranno il detto altare o contribuiranno al suo ampliamento. [Ester Bucchi De Giuli]
Relazione di visita pastorale. luogo non identificato, 1582 Maggio 28
Atti di visita pastorale del Vescovo di Novara Francesco Bossi presso la chiesa di Santa Maria di Macugnaga. [Ester Bucchi de Giuli]
Relazione di visita pastorale. Formazza, 1582 Maggio 15
Atti di visita pastorale del Vescovo di Novara Francesco Bossi presso la chiesa parrocchiale di di S. Bernardo di Formazza. [Ester Bucchi De Giuli]
Relazione di visita pastorale. Formazza, 1592 Giugno 18
Atti di visita pastorale del Vescovo di Novara Pietro Martire Ponzone presso la chiesa parrocchiale di di S. Bernardo e gli oratori di Formazza. [Ester Bucchi De Giuli]
Relazione di visita pastorale. Formazza, 1596 Ottobre 1
Atti di visita pastorale del Vescovo di Novara Carlo Bascapè presso la chiesa parrocchiale di S. Bernardo e gli oratori di Formazza. Circa l'oratorio di Canza, intitolato a S. Teodulo, si segnala la presenza di "sedilia more teutonico" [Ester Bucchi De Giuli]